Day Surgery la passione di una scelta

Da sinistra Rita Argiolas Laureata in Medicina e Chirurgia

Cagliari, Ottobre 1987. Abilitata all’esercizio della professione ed iscritta all’Ordine dei Medici della provincia di Cagliari da Dicembre 1987 (n. 5458). Specialista in Chirurgia Generale (Cagliari 1993). Ha svolto attività professionali presso strutture pubbliche e private accreditate (dal 1989 presso la ASL 8 di Cagliari; dal 2002 presso case di cura accreditate dove opera tuttora). Vasta esperienza personale come primo operatore.

ritargiolas@me.com

Tel. 349 1253302

 

Valentina Borsezio

Nata a Cagliari nel 1965 ha compiuto gli studi universitari presso l ‘Ateneo Cagliaritano dove nel 1992 si è laureata in medicina e chirurgia e nel 1997 specializzata in Chirurgia Vascolare. Ampia casistica ed esperienza chirurgica come primo operatore maturata nell’ ambito della sanità privata sarda dal 1999, presso divisione di Chirurgia Generale, dove tutt’ora presta la sua opera. Ampia esperienza in diagnostica vascolare eco-color- Doppler. Socio SIUMB. Socio AFI

valentinaborsezio@gmail.com
Tel. 366 1516513

Impegno, dedizione, abilità e professionalità ci hanno consentito di mettere a disposizione dei pazienti un’esperienza non comune.

La parola alle dottoresse Valentina Borsezio e Rita Argiolas

Secondo un detto inglese, un chirurgo dovrebbe possedere il cuore di un leone, gli occhi di un falco e le mani di una donna. Voi siete due donne. Questo ha condizionato in qualche modo il vostro lavoro?
Quali sono i vostri punti di forza?

Il primo punto di forza è senza dubbio la comunione di intenti. Siamo due chirurghi per autentica passione. Proveniamo da formazioni differenti ma entrambe con una solida esperienza personale in chirurgia. Dedicarsi al day surgery è stata una scelta abbracciata con entusiasmo i cui risultati ci hanno ripagato di innumerevoli fatiche, tanto da poter contare su una casistica operatoria che solo negli ultimi 5 anni supera i tremila interventi. Inoltre, il fatto di essere di essere un’equipe costituita da due chirurghi esperti rappresenta il vero valore aggiunto della nostra collaborazione professionale nella quale sono confluiti impegno, dedizione, abilità e professionalità che ci hanno consentito di mettere a disposizione dei pazienti un’esperienza non comune. Il fatto poi di essere due donne ci ha favorito in alcuni ambiti come per esempio la proctologia, dove le pazienti spesso richiedono uno specialista donna.

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Ecografia di controllo post-operatoria

Quali patologie trattate?

Tutte le patologie oggetto di day surgery ovvero i difetti erniari della parete addominale, l’insufficienza venosa cronica e la proctologia per citare quelle più frequenti. Per quanto riguarda l’insufficienza venosa cronica nel corso degli anni abbiamo avuto l’opportunità di affinare le tecniche chirurgiche tradizionali e già da circa 8 anni di adeguarci ai gold standard internazionali con la tecnologia laser endovascolare della safena, procedura sulla quale possediamo oramai un’ampia casistica (600 casi solo negli ultimi due anni).

Quale consiglio si può dare a chi soffre di questa condizione? C’è qualcosa che ancora non si sa al riguardo?

Occorre innanzitutto abbandonare alcune convinzioni false ma purtroppo molto radicate. La prima è che le varici siano una condizione innocua
o soltanto un inestetismo e non una vera e propria patologia a rischio di complicazioni gravi (ulcerative, trombo-emboliche, emorragiche) la cui incidenza aumenta progressivamente con l’età. La seconda è la considerazione che la chirurgia sia in gran parte inutile a causa della possibilità che le varici possano nel tempo ricomparire. A questo riguardo c’è un aspetto da chiarire: trattandosi di una patologia cronica, la malattia venosa è una condizione dalla quale non si guarirà mai del tutto e l’obiettivo dell’intervento consiste principalmente nel controllare il rischio trombo- embolico legato alle varici ed il rischio ulcerativo secondario al reflusso.

Quindi un intervento sulle varici non è per sempre?

In linea di massima non è per sempre, anche se va detto che esistono differenze sostanziali nei risultati e nella loro durata che dipendono dall’accuratezza della diagnosi strumentale eco-color-Doppler, dalla scelta di una terapia appropriata, da una corretta indicazione e da un’opportuna tattica chirurgica. Inoltre, quando queste premesse vengono rispettate, molto si può fare in termini di prevenzione per stabilizzare il risultato ottenuto con l’intervento. In definitiva, a distanza di cinque o più anni da un buon trattamento chirurgico flebologico ci si potrà pure aspettare in alcuni casi la comparsa di qualche nuova varice. Ma un conto è controllare una patologia già operata con interventi minimi, ben altra cosa è invece abbandonarla al suo naturale decorso clinico che inevitabilmente aprirà la porta a complicazioni la cui incidenza aumenta statisticamente con l’età.

L’uso della calza elastica sostituisce l’intervento?

In linea di massima non è per sempre, anche se va detto che esistono differenze sostanziali nei risultati e nella loro durata che dipendono dall’accuratezza della diagnosi strumentale eco-color-Doppler, dalla scelta di una terapia appropriata, da una corretta indicazione e da un’opportuna tattica chirurgica. Inoltre, quando queste premesse vengono rispettate, molto si può fare in termini di prevenzione per stabilizzare il risultato ottenuto con l’intervento. In definitiva, a distanza di cinque o più anni da un buon trattamento chirurgico flebologico ci si potrà pure aspettare in alcuni casi la comparsa di qualche nuova varice. Ma un conto è controllare una patologia già operata con interventi minimi, ben altra cosa è invece abbandonarla al suo naturale decorso clinico che inevitabilmente aprirà la porta a complicazioni la cui incidenza aumenta statisticamente con l’età.

La contenzione elastica rallenta l’evolutività della malattia venosa cronica, controlla i sintomi, protegge i tessuti dagli effetti della stasi cronica e senz’altro riduce la possibilità di complicazioni senza tuttavia eliminarle del tutto; non è quindi sovrapponibile all’intervento che ha invece come risultato la correzione stabile del reflusso venoso, attraverso la quale si ottiene un reale controllo della malattia.

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Sistema laser con sonda endovascolare collegata alla cui estremità è visibile la luce guida che indica il livello anatomico raggiunto

Quanto incide la scelta di operarsi in termini di limitazioni post-operatorie?

La terapia laser endovascolare o EVLT (Endo- Venous-Laser-Treatment), quando indicata, ha reso la terapia dell’insufficienza safenica, una pratica mini-invasiva con un trauma chirurgico limitato, un minimo impatto sul decorso post-operatorio e scarse o assenti limitazioni che consentono una ripresa delle attività quotidiane e lavorative molto rapida, rispetto a quanto accade per il tradizionale stripping.

Si può trattare qualunque insufficienza venosa col laser?

No, esiste uno spettro di possibilità terapeutiche fra le quali il laser ha comunque un posto fondamentale e indicazioni sempre più estese.

Operarsi quindi è una scelta conveniente?

Operarsi è una scelta giusta ma occorre affidarsi a centri di esperienza per la chirurgia venosa con un congruo numero di casi trattati all’anno, e dove ci siano a disposizione le moderne tecnologie ablative come il laser endovascolare o la radiofrequenza.

Dott.ssa Rita Argiolas

ritargiolas@me.com

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Dott.ssa Valentina Borsezio

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