Dott. Luciano Carboni

Dott. Luciano Carboni

Diabetologo

Dott. Luciano Carboni

Diabetologo

Medico, laureato e specializzato a Cagliari, diabetologo ha ricoperto ruoli significativi nella diabetologia regionale e nazionale e rappresentato l’Italia nel General Committee del DESG (Diabetes Education Study Group dell’EASD). Nel 1980 ha contribuito alla progettazione, apertura e istituzionalizzazione del Centro diabetologico di Iglesias ed ha proseguito l’attività diabetologica ininterrottamente in diverse sedi a Cagliari (ospedale SS.Trinità, ospedale Brotzu e infine dal 2003 all’aprile 2016 Responsabile del Servizio di Diabetologia del SS.Trintità e del Binaghi della ASL 8 di Cagliari). È médecine consultant della Fondation Recherche et formation pour l’éducation du malade (https://education-patient.net/) di Ginevra.

 

Da sempre impegnato nell’accompagnamento delle persone con diabete nella cronicità attraverso la promozione della loro autonomia, è stato insignito dal DESG (Diabetes Education Study Group dell’European Association for the Study of Diabetes), nel settembre 2017 a Lisbona, del ‘Guido Ruffino prize’ con la motivazione ‘For excellence in Therapeutic Patient Education and Theater of Lived experience (Teatro del Vissuto)’.

  • Diabete di tipo 1 e 2
  • Diabete gestazionale
  • Diabete nell’anziano
  • Insulinoresistenza
  • Iperinsulinemia
  • Neuropatia diabetica
  • Obesità
  • Steatosi epatica
  • Consulenza dietologica
  • Consulenze su microinfusori di insulina
  • Corsi educativi
  • Laboratori di espressione e creatività
  • PRISM-PAID
  • Screening complicanze
  • Screening e diagnosi precoce del diabete
  • Teatro del Vissuto
  • Test Emoglobina Glicata (HbA1c)
  • Test microalbuminuria
  • Valutazione cognitiva
  • Valutazione neuro-vascolare del piede
  • Visite domiciliari
  • Visita e consulenza diabetologica

Laurea in Medicina e specializzazione in Gerontologia e Geriatria.


Nel 1977 (17 agosto !!!) il primo lavoro istituzionale presso l’ospedale di Iglesias : progettazione, apertura e istituzionalizzazione di un primo Centro diabetologico territoriale sardo con embrionali intenti educativi ;
Nel 1980 trasferimento presso l’ospedale del capoluogo della Sardegna – Cagliari (3^ Divisione Medicina Ospedale SS. Trinità) con attività diabetologia esitata nella costruzione, applicazione e validazione di un modello di assistenza basato sull’educazione del paziente all’autogestione terapeutica attraverso strategie individuali e di gruppo.


Nel 1984 trasferimento presso il Centro di Diabetologia dell’Ospedale Brotzu con prosecuzione e approfondimento dell’attività clinico-educativa e sua ulteriore validazione.


Dal 1988 attività diabetologica in diverse sedi operative (Poliambulatorio di Selargius, 1^ Divisione Medicina e Divisione Geriatria P.O. SS. Trinità, Ospedale Binaghi) finalizzato alla realizzazione di una mission che si è progressivamente definita così : “accompagnare la persona nella sua vita con il suo diabete, promuovendone l’autonomia come mezzo per migliorare la qualità di vita e prevenire le complicanze, facilitandone l’accesso alle procedure diagnostiche e terapeutiche delle problematiche correlate e/o coinvolgenti il diabete, favorendone l’inserimento nel contesto sociale personale”, fino al riconoscimento ufficiale (1991) di un Servizio di Diabetologia del quale diviene Dirigente Medico Responsabile fino al pensionamento (16 aprile 2016).


Le strutture diabetologiche che ha diretto si sono caratterizzate per una costante attività educativa e in particolare, all’aprile 2016, erano operative attività educative di gruppo sistematiche settimanali :
– PARLARE DI DIABETE T1DM (mer 18-20 1/mese)
– PER ‘SAPERE’ DEL MIO DIABETE T2DM (3 gruppi lun-mar-mer 18-20)
– ‘AMICO PIEDE’(ven 11-13)
– ‘VIVERE CON IL MICRO’(ven 14-16)
– FARE INSULINA…(gio 11-13)
– LE MIE IPO…(mer 11-13)
– CARA MAMMINA (gio 15-17)
– CHO-NTO IO (lun 17-20)
– UNA STRISCIA PER ME (mar 15-17)
– dalla curva da carico ai FATTI (gio 9-10) per IGT
– P4C (Philosophy for Community) (gio 13-14) per gli operatori
– ‘SALA D’ASPETTO dinamica’
Al momento è médecine consultant della Fondation Recherche et formation pour l’éducation du malade (https://education-patient.net/)

 


INCARICHI SOCIALI

 

1984-1988 membro consiglio direttivo della Soc.Italiana di Diabetologia-Sardegna (SIDSard)
1999-2000 Presidente SID (Società Italiana di Diabetologia) Sardegna
2001-2004 membro del comitato nazionale del GISED (Gruppo Italiano per lo studio
dell’Educazione sul Diabete)
2001-2004 rappresentante per l’ITALIA nel General Committee DESG (Diabetes Education
Study Group)dell’ European Assoociation for the Study of Diabetes
2004-2009 responsabile della realizzazione e della Direzione del sito www.diabete.it dell’Associazione Medici Diabetologi destinato ai pazienti con diabete
2005-2009 membro del Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi(AMD) dal 2005 a tutt’oggi Progettista Formatore della scuola Formatori dell’AMD
Dal 1999 presidente del Gruppo Educazione Diabete Sardegna
Dal 2011 Responsabile di un settore dedicato al diabete sul portale di tiscali.it
Dal 2016 presidente dell’Associazione per il Diabete e le Cronicità

 


ATTIVITA’ EDUCATIVE

 

1984 promozione e sostegno di un gruppo di lavoro chiamatosi G.S.D.S. (Gruppo di Studio Diabete in Sardegna) i cui lavori sono sfociati (1987) nella approvazione istituzionale ex novo di 22 strutture di assistenza diabetologica (in contrapposizione alla volontà di creare 2 sole strutture di riferimento nella regione) omogeneamente distribuite sul territorio e caratterizzate da una struttura programmatica di alto tenore educativo
2004-2009 responsabile della realizzazione e della Direzione del sito www.diabete.it dell’Associazione Medici Diabetologi destinato ai pazienti con diabete.


PROGETTAZIONE-ORGANIZZAZIONE-REALIZZAZIONE di ATTIVITA’ FORMATIVO-EDUCATIVE

 

in Educazione Terapeutica con il coinvolgimento di numerosi e autorevoli esperti regionali, nazionali e internazionali :
1997-2000 2 corsi propedeutici all’educazione terapeutica per diabetologi
1998-1999-2001- 4 campi scuola per operatori&bambini (4gg)
1998-2004 7 corsi per equipes diabetologiche con co-partecipazione di pazienti (4 gg)
2005-2016 12 corsi con Medici di Medicina Generale su gestione integrata e approccio educativo
2000-2008 co-direzione 9 corsi nazionali(8 gg)’sul campo’ x operatori&giovani adolescenti con diabete
2014-2016 3 corsi (6 gg) vela-mare-diabete (Caprera) per 1-bambini, 2-adulti, 3-coppie con 1 dei partner con diabete insulinodipendente
2013 BALLANDO SI IMPARA (19-21.30 mar x 3 mesi)
2013 FOTOGR…AMIAMOCI (mer 18-19.30 ogni 15 giorni per 6 mesi)
2010-2017 organizzatore di 26 Laboratori di ‘Teatro del Vissuto’
(http://parlaredidiabete.blog.tiscali.it/2015/12/08/il-teatro-del-vissuto-di-jean-philippe-assal/) e di 3 atelier di pittura (https://education-patient.net/activites/atelier-de-peinture/)


Chi mi ha aiutato e mi aiuta a crescere professionalmente:
Franco Sirigu, Sergio Muntoni, Aldo Maldonato, Valerio Miselli, Tiziana e Jean Philippe Assal e mia moglie Maria Pia Turco e in primis tanti tanti ‘miei pazienti’

 

 

 

manifesto dietologi italiai dottore luciano carboni

 

 

Il MANIFESTO DEI DIABETOLOGI ITALIANI : UNA RIFLESSIONE

 

23 Luglio 2019

 

Una riflessione

Da alcuni anni (Rimini, maggio 2016) – è stato presentatio il “Manifesto dei Diabetologi Italiani per un’assistenza qualificata e all’avanguardia nella sostenibilità”.

Il testo riassume i successi dell’assistenza diabetologica italiana nella cura del diabete: il Manifesto ribadisce inoltre 10 impegni dei diabetologi italiani per migliorare ulteriormente la qualità della cura delle persone con diabete che vivono nel nostro Paese, nel rispetto dei principi di equità e di sostenibilità economica.

 

 

10 IMPEGNI  dei Diabetologi Italiani

 

I diabetologi italiani, consapevoli del loro importante ruolo nel garantire, nel rispetto delle normative vigenti, l’accesso all’innovazione in diabetologia e nel contenere la spesa per la cura delle persone con diabete, applicando pienamente la loro peculiarità clinica, speci ca e non sostituibile con altri professionisti della salute, consci dell’impegno a perseguire una cura ef cace nel prevenire le complicanze acute e croniche della malattia, ribadiscono il loro impegno a:

1. Sollecitare la persona con diabete ad una partecipazione attiva alla cura della malattia

2. Educare la persona con diabete ad un automonitoraggio glicemico strutturato

3. Addestrare la persona con diabete in trattamento insulinico

4. Istruire la persona con diabete in trattamento insulinico

5. Richiedere gli esami di laboratorio necessari alla diagnosi

6. Prescrivere la terapia anti-iperglicemizzante

7. Prevenire quanto più possibile l’ipoglicemia

8. Raccomandare alla persona con diabete la massima attenzione alla cura dei propri piedi

9. Garantire, laddove richiesta, la massima disponibilità ad assistere le persone con diabete ricoverate in ospedale

10. Perseguire in ogni circostanza la logica del team diabetologico

Dieci verbi, ma forse ne mancava e ne manca ancora uno nell’intento educativo che si intuisce dietro i 10 impegni: manca il verbo ‘accompagnare’. E’ il verbo a cui Jean Philippe Assal ha affidato il ruolo principale nel dare senso e azioni a quell’ Educazione Terapeutica di cui è stato papà e pioniere nel diabete e nelle altre cronicità.

 

Mancava questo verbo? Sì, manca ancora ! E se così è questa assenza ha un senso? Alcuni giorni fa ho partecipato, a Cagliari, a un convegno di diabetologia: tanta tecnologia scalpitante, ma accompagnamento ? accompagnamento NO !

E’ una riflessione che da questa piattaforma propongo alla comunità diabetologica, all’equipe diabetologica, a chi ha il diabete e infine al GISED, il Gruppo Italiano per lo Studio dell’Educazione sul Diabete, in qualità di tutore della dimensione educativa diabetologica in Italia.

 

 

 

EMOGLOBINA GLICATA…NON BASTA !!!

 

1 Novembre 2017

 

L’emoglobina glicata (HbA1c) ha una lunga storia. Identificata nel 1958 ne fu descritto l’incremento nel diabete nel 1969 da Samuel Rahbar e nel 1976 Anthony Cerami e Ronald Koenig ne proposero l’uso per il monitoraggio del grado di controllo del metabolismo glucidico nei pazienti diabetici.

Era il 1980 quando anche noi (diabetologia Osp. SS.Trinita di Cagliari) avemmo accesso alla sua determinazione e potemmo così documentare come un intervento educativo sistematico potesse ridurne drasticamente i valori e insieme ridurre i ricoveri e anche migliorare la qualità di vita delle persone e il destino degli organi a rischio.

Oggi l’emoglobina glicata è diventata strumento di utilizzazione comune. Serve a identificare la concentrazione plasmatica media del glucosio in un lungo periodo di tempo (circa 3 mesi), ma spesso dimentichiamo che è solo uno dei fattori di monitoraggio per il rischio di malattie cardiovascolari, nefropatie, retinopatie …etc nel diabete mellito.

E non sempre è il prevalente, soprattutto nel diabete di tipo 2 non insulinodipendente.

Peso, pressione arteriosa, attività fisica valgono di più?

Dimostriamolo a noi stessi… cominciamo a monitorarli ! Valgono davvero molto !

E poi colesterolo e le sue frazioni, microalbuminuria, creatinina, etc… meritano controlli più frequenti che una sola volta all’anno?

Mi è stato mai fatto il test con il monofilamento di Semmes-Weinstein?

E poi… come sto con me stesso merita una riflessione ?

E poi… e poi… e poi…

Diabete: è qualcosa di oltre e di più che una bonaria pacca sulla spalla se ‘Emoglobina’ è ok ?!

è qualcosa di oltre e di più che un rimprovero altezzoso se ‘Emoglobina’ non va bene ?!

E spesso Diabete è qualcosa di oltre e di più che uno o tutti insieme gli esami di laboratorio con cui vorremmo caratterizzarlo ?!??…

Vogliamo parlarne ??? …

EMOGLOBINA GLICATA : PERIODICITA’ DI CONTROLLO

 

22 Marzo 2017

 

Le cose note: effettuando l’esame dell’HbA1c  è possibile  stimare la media della glicemia  dei 2-3 mesi  precedenti e, così, valutare  l’efficacia  della terapia  ipoglicemizzante in  atto.

Qualche chiarezza sulla periodicità di  controllo dell’Emoglobina glicata è  doverosa  specie in situazioni in cui, spesso  per le  difficoltà operative dei Centri di  Diabetologia, vengono  programmate le visite di controllo a distanze  superiori ai 6 mesi.

Gli Standard italiani per la cura del Diabete pubblicati dalle due Società Scientifiche nazionali (AMD e SID) recitano :

“…la valutazione dell’Emoglobina glicata (HbA1c) deve essere effettuata almeno 2 volte all’anno in ogni paziente diabetico, permettendo così di rilevare in modo tempestivo un allontanamento dall’obiettivo terapeutico…” relativo alla glicemia.

“…Nei pazienti in cui è stata modificata la terapia ipoglicemizzante oppure l’obiettivo terapeutico non è ancora stato raggiunto o non è stabile nel tempo, l’esame dell’Emoglobina glicata deve essere effettuato ogni 2-3 mesi…” e discusso con il proprio diabetologo.

Sarà possibile raggiungere questo livello minimo di ragionevolezza assistenziale ?

DIABETE E FUMO?

 

3 Gennaio 2017

 

…i fumatori leggeri sviluppano un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 del 21%, che sale al 34% per i fumatori moderati fino a raggiungere il 57% per i forti fumatori [sono forti fumatori persone che fumano da 25 sigarette in su al giorno].

Analizzando i vari studi, è emerso che anche chi non fuma ma vive con persone che lo fanno, viene influenzato suo malgrado, con un aumento del rischio di sviluppare diabete del 22%.

… e non v’è dubbio oramai da tanti tanti anni che fumo e complicanze del diabete vadano a braccetto… e…

… se non bastasse…

… un recente report sancisce che anche fumare una sola sigaretta al giorno aumenta la probabilità di tumore del polmone.

Chi fuma muore per tumore del polmone da 9 a 12 volte di più rispetto ai non fumatori.

Rispetto ai non fumatori FUMARE anche solo una sigaretta al giorno per tutta la vita aumenta del 64% il rischio di morire prematuramente. Se invece le sigarette salgono a 10 al giorno il rischio sale all’87%. Smettere da giovani fa crollare il rischio.

Questi dati derivano da una recentissima pubblicazione su JAMA Internal Medicine…

che conclude testualmente :

“Conclusions and Relevance This study provides evidence that individuals who smoke fewer than 1 or 1 to 10 CPD over their lifetime have higher mortality risks than never smokers and would benefit from cessation. These results provide further evidence that there is no risk-free level of exposure to tobacco smoke.” … insomma non c’è un livello minimo di fumo al di sotto del quale il rischio si annulla.

Cari fumatori… perchè non sia solo uno spunto di riflessione ci vuole…un vero STOP… uno STOP VERO… uno STOP DA SUBITO… da adesso… STOP !

…SE IL ‘MICRO’ SI ROMPE…

 

1 Novembre 2016

 

…se il ‘micro’ si rompe ?

Può succedere… come mi accorgo ? Sento i segni, i miei segni che la glicemia ‘sale’ e anche quelli di tutti (faccio tanta pipì, ho sete e, se succede di notte, non posso proprio ignorare questo allarme rimettendomi a letto dopo aver urinato e magari bevuto abbondantemente !)

Che fare ?

1 – un controllo subito della glicemia (meglio capillare, dal sangue del dito!, anche per chi ha il sensore) e poi un controllo dei chetoni nelle urine: non devono essere presenti,

2 – una dose di insulina ‘rapida’ (Apidra, Humalog, Novorapid) somministrata con la vecchia penna preriempita, guidata dalla propria ‘sensibilità insulinica’,

3 – cambiare il set di infusione o il ‘pod’,

4 – programmare un controllo della glicemia a breve per verificare l’effetto della dose di insulina somministrata e comunque almeno dopo circa 3-4 ore per verificare la funzionalità del ‘micro’ e del nuovo set (ed eventualmente ripetere l’operazione al punto 2),

5 – chiamare il proprio diabetologo appena possibile e compatibilmente con l’organizzazione del Servizio di Diabetologia di riferimento,

6 – avere a disposizione il numero verde del ‘micro’ per le procedure di assistenza tecnica ed eventuale sostituzione

ANIMAS – 800 272 777
MINIMED – 800 601122
OMNIPOD – 0332 1890607
ROCHE – 800 089300

7 – se il micro è proprio ‘fuori gioco’ è fondamentale avere disponibile la ‘vecchia’ insulina ritardata (Lantus, Levemir, Tresiba): per il momento di somministrazione e per il dosaggio chiedere al proprio diabetologo (in linea di massima ripetere alle ore 21.00 la dose basale somministrata nelle 24 ore con il microinfusore ),

8 – avere una registrazione cartacea dei profili di somministrazione giornalieri aiuterà il ripristino della programmazione di un nuovo infusore, qualora fosse necessaria la sostituzione di quello in uso.

Ultimo messaggio: aiutatemi a rendere questo messaggio più comprensibile, se necessario, o suggerite eventuali ulteriori indicazioni.

METFORMINA E FUNZIONE RENALE MODERATAMENTE COMPROMESSA : ORA SI PUO’ !!!

 

17  Ottobre 2016

 

L’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, ha annunciato che i farmaci che contengono Metformina possono essere usati anche in pazienti con funzione renale moderatamente compromessa, definita come una Filtrazione Glomerulare fra 59 e 30 ml/min, nel diabete di tipo 2.

Le proprietà benefiche della Metformina nel diabete di tipo 2 con             sovrappeso, emerse già oltre 50 anni fa, riconducibili in prima battuta     all’inibizione selettiva dell’ossidazione degli acidi grassi liberi (S.Muntoni,   1974) salivano alla ribalta mondiale con l’UKPDS (1998). Qui veniva documentata la riduzione significativa degli eventi cardiovascolari e della mortalità conseguente e anche della mortalità per tutte le cause, successivamente ampiamente riconfermata fino all’aprirsi di ipotesi di farmaco ‘allunga vita’ .

La Metformina è dunque farmaco capace di ‘cose’ strabilianti , ma è farmaco ! Le attenzioni al suo corretto uso non possono mancare, ma ora le indicazioni vengono ampliate alle condizioni di funzione renale moderatamente compromessa. La Metformina può essere utilizzata in condizioni di Filtrato Glomerulare compreso fra 59 e 30 ml/min

Le informazioni sui ‘foglietti informativi’ verranno aggiornate su dosi, monitoraggio e precauzioni.
Il suggerimento è che nelle condizioni di precarietà del Filtrato Glomerulare si prendano in considerazione quei momenti in cui il Filtrato stesso può subire dei decrementi acuti, come per esempio le condizioni di disidratazione da qualunque causa dipendenti.

CAMBIANDO L’ORDINE… LA GLICEMIA CAMBIA !

 

3 Giugno 2016

 

Se proteine e vegetali vengono assunti prima dei carboidrati i valori di glicemia dopo pasto sono più bassi e la quantità di insulina necessaria è minore !

Lo afferma uno studio, condotto da Alpana P. Shukla del Weill Cornell Medical College di New York e pubblicato su Diabetes Care, condotto su diabetici di tipo 2 in trattamento con metformina.

La dieta utilizzata nello studio, di pari 628 calorie, includeva petti di pollo, broccoli stufati con burro, insalata di lattuga e pomodori, pane bianco e succo di frutta (per un totale di 68 gr di carboidrati). I partecipanti hanno consumato i pasti, prima, partendo dai carboidrati e proseguendo con le proteine, le verdure e i grassi. Dopo una settimana, i soggetti hanno consumato gli stessi cibi ma invertendo l’ordine: proteine, verdure, grasso e infine i carboidrati.

I controlli di sangue per la glicemia e l’insulinemia sono stati fatti dopo 30-60 e 120 minuti dal pasto.

I risultati hanno mostrato che in consumo di un pasto che prevede i carboidrati per ultimi abbassa del 29% i livelli di glicemia dopo soli 30 minuti dal pasto. Dopo due ore, i livelli di glicemia scendono del 17% rispetto alla quantità di zuccheri nel sangue delle persone con una dieta che parte dai carboidrati. Anche i livelli di insulina sono risultati più bassi quando l’ordine dei pasti nella dieta inizia dalle verdure e dalle proteine.

Sulla base di questi risultati, dare un diverso ordine all’introduzione degli alimenti potrebbe contribuire ad influenzare i valori di glicemia e così a documentare che, non solo la quantità di carboidrati, ma il loro essere tardivamente introdotti nel pasto possano contribuire al miglior controllo del diabete.

Una strategia che darebbe ragione a quelle modalità ‘mediterranee’ che vedono il pasto cominciare da un’abbondante piatto di verdure poi seguito dal resto degli alimenti. Sarà possibile scardinare l’abituale ‘nostro primo’ di spaghetti facendolo diventare un ‘dopo’ ? Forse non queste righe, ma una ‘sperimentazione personale’ basta sull’autocontrollo della glicemia 1 ora e 2 ore dopo l’inizio dei pasti potranno convincere i diffidenti.

IL TEATRO DEL VISSUTO IN UN LIBRO…

 

3 Giugno 2016

 

… È stato presentato a Ginevra, il 20 maggio ultimo scorso, al 6° congresso della SETE, la Société d’Education Thérapeutique européenne. Una presentazione affascinante e coinvolgente condotta dai tre autori… C’ero ! Una standing ovation, non la prima a cui ho avuto occasione di assistere dopo una presentazione di Jean-Philippe Assal, ha suggellato l’alto grado di apprezzamento e di condivisione da parte di una platea multiprofessionale e multinazionale.

Ecco il libro : “Le Théatre du Vécu, Art, Soin, Education”, Editions Raison et Passion, Dijon, France.

“Il Teatro del Vissuto è nato dalla volontà di un uomo, il professor Jean-Philippe Assal, pioniere in Europa dell’educazione terapeutica e dal suo incontro con un regista boliviano esiliato in Francia, Marcos Malavia. Dopo 15 anni, in una decina di paesi, il Teatro del Vissuto ha permesso di rivelare il vissuto silenzioso, pesante, doloroso e paralizzante, di tante persone diverse: malati cronici, curanti, coinvolti nell’assistenza umanitaria, e anche educatori e formatori. Rendendo possibile il superamento di queste sofferenze attraverso l’espressione artistica teatrale le ha aiutate a farsi carico delle loro difficoltà, a uscire dalla loro solitudine e a ritrovare una capacità d’azione. Benchè sia nato in ospedale, ‘le Théatre du Vécu’ trova facilmente un significato e un posto in educazione perchè si occupa della persona umana e del suo sviluppo.

Questo libro non è solo una semplice descrizione del Théatre du Vécu, del suo processo, delle sue regole e dei suoi effetti. In esso sono contenuti numerosi esempi, testimonianze e anche commenti e analisi.

Si rivolge a tutte e a tutti coloro che, medici, curanti, educatori, lavorano per aiutare gli altri a superare la loro sofferenza, la loro difficoltà a vivere pienamente la loro vita. Si rivolge anche a tutte e a tutti coloro che, pratici o no di teatro, sanno che certe forme di espressione nascondono un forte potenziale liberatore. Infine si rivolge a tutte e a tutti coloro che vedono nell’arte una via privilegiata di liberazione della persona.”

Edito da Editions Raison et Passion, è stato scritto sotto la direzione di Jean-Philippe Assal, Marc Durand e Olivier Horn e con la collaborazione di Tiziana Assal e Deli Salini. E’ preceduto da una prefazione di Boris Cyrulnik.

È un onore per me proporvene la lettura !

IL MANIFESTO DEI DIABETOLOGI… UNA RIFLESSIONE ?!

 

 

9 Maggio 2016

 

Rimini – è terminato ieri il 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia : è stato presentato il “Manifesto dei Diabetologi Italiani per un’assistenza qualificata e all’avanguardia nella sostenibilità”.

Il testo riassume i successi dell’assistenza diabetologica italiana nella cura del diabete; il Manifesto ribadisce poi 10 impegni dei diabetologi italiani per migliorare ulteriormente la qualità della cura delle persone con diabete che vivono nel nostro Paese, nel rispetto dei principi di equità e di sostenibilità economica.

10 verbi 10 azioni : Sollecitare, Educare, Addestrare, Istruire, Richiedere, Prescrivere, Prevenire, Raccomadare, Garantire, Perseguire

10 verbi, forse ne manca uno ? Quello che la dimensione educativa nel diabete e nella cronicità, a cui Jean Philippe Assal ha dato senso e nome di Educazione Terapeutica, ha identificato come il suo verbo: ‘accompagnare’.

Manca forse questo verbo ? E se così fosse questa assenza ha un senso ? E’ una riflessione che da questa piattaforma propongo alla comunità diabetologica, all’equipe diabetologica, a chi ha il diabete e infine al GISED, il Gruppo Italiano Per lo Studio dell’Educazione sul Diabete, che è il tutore della dimensione educativa diabetologica in Italia.

… È TEMPO DI CAPIRE SE… … I SENSORI PER IL GLUCOSIO… UNA PETIZIONE…

 

2 Aprile 2016

 

E’ tempo di capire se abbiamo la forza e i numeri per farci ascoltare !

I sensori per il glucosio oggi sono una realtà, ma leggiamo quotidianamente delle assurde disparità del SSN’ : in alcune regioni, solo alcune, i sensori vengono concessi dal SSN, e anche conosciamo disparità fra diverse ASL della stessa regione; nella nostra Sardegna è proprio così, nella ASL più ‘grande’ e che copre quasi metà della popolazione regionale i sensori non vengono concessi con il totale silenzio da parte delle Associazioni dei diabetici e della loro Federazioni.

La prima goccia sul web è stata fatta cadere dai genitori di 2 bambini con diabete, Katiuscia e Fabrizio che, pur provenendo da una regione dove il sensore viene passato dalle ASL di riferimento, hanno lanciato una ‘petizione di sensibilizzazione’ per la parità di accesso ai sensori in tutta l’Italia. Una mamma sarda, Paola, l’ha amplificata e ora anche attraverso ognuno di voi che mi legge può diventare una pioggia che arrivi fino al ministro. Si può aderire alla petizione digitando su Google http://www.deebee.it/?p=4251. È tempo di capire se abbiamo la voglia, la forza e i numeri per farci ascoltare…

…amplifichiamo i link attraverso il coinvolgimento dei nostri conoscenti e amici !!!

UN CEROTTO A CELLULE BETA PRODUTTRICI DI INSULINA

 

27 Marzo 2016

 

Zhen Gu, a capo di un gruppo di ricerca del dipartimento di ingegneria biomedica della North Carolina University, già un anno fa aveva presentato il ‘cerotto a insulina’ .  

Circa un mese fa, l’1° marzo Zhen Gu  ha pubblicato la sperimentazione condotta con successo su piccoli topolini di un dispositivo che si avvale di un cerotto contenente un centinaio di microaghi grandi come ciglia in contatto da una parte con il liquido interstiziale e dall’altra con cellule beta immagazzinate in microcapsule di alginato, cioè un ‘cerotto a cellule di insulina’. Queste ultime sono capaci di rilasciare insulina a domanda.  Le cellule beta svolgono così, dal ‘di fuori dell’organismo’ e senza quindi bisogno di immunosoppressione, la loro funzione: riescono a ‘sentire’ il livello di glucosio e a rispondere rilasciando insulina in modo adeguato. Anche questo è un affascinante risultato delle tante ricerche ed evoluzioni tecnologiche che si affacciano sul nostro percorso !

Oggi a che punto siamo ?
Con gli strumenti semplici e precisi di controllo della glicemia su una piccola goccia di sangue – e con le evoluzioni attuali del controllo in continuo del glucosio nel liquido interstiziale  – possiamo sostituire l’automatismo perso dal nostro pancreas e possiamo prendere misura e cura delle nostre glicemie.

A volte manca qualcosa per completare la cura di noi stessi.  C’è bisogno spesso di fare i conti con il disagio emotivo di avere il diabete tutti i giorni e spesso sono le paure del lontano futuro a prendere il sopravvento e a paralizzare o frenare i nostri passi;  a volte è un quotidiano di vita disturbato e sofferto a ostacolarci… a volte è qualcosa di più profondo, di più antico, di nascosto che attanaglia stimoli ed energie. A volte è il disordine che ‘c’hai dentro’. La solitudine spesso completa l’opera.

Qualche spazio per la creatività (pag. 31) è forse necessario nel mondo del bio-diabete e nelle cronicità in generale. Jean Philippe Assal ce lo ha insegnato, anche con il  Teatro del Vissuto.

LA VECCHIA FOTO ? O IL FILM DELLA GLICEMIA ! TRAILER PROMETTENTE…

 

16 Febbraio 2016

 

Il controllo della glicemia abituale, quello sul sangue del polpastrello, è una fotografia, un’ istantanea del valore glicemico in un dato momento della giornata.

Il monitoraggio continuo è un film dell’andamento glicemico, di 1 o più giorni, che mostra non solo il valore ma anche la curva glicemica delle ore precedenti e il trend. Inoltre, rispetto all’autocontrollo glicemico tradizionale, ovvero quello da spot di sangue capillare, il monitoraggio in continuo è in grado di  fornire informazioni più dettagliate sulle escursioni glicemiche della giornata e… della notte! Medtronic precursore e Dexcom G5 all’avanguardia oggi.

E la portabilità sta diventando affascinante : free style libre abbott ha le dimensioni di una moneta da  2  euro, si applica sulla cute, dura 14 giorni, senseonics (3×16 mm) addirittura si impianta sottocute e  ‘dura’ 90 giorni (anche 180 fra breve). Tutti permettono la lettura in continuo del glucosio  interstiziale.

Finalmente le variazioni repentine e impreviste della glicemia possono trovare una facile individuazione, un più facile monitoraggio ed una più facile possibilità di gestione autonoma ad parte di chi ha il diabete.

Tanti anni fa visitai il Joslin Diabetes Center di Boston : una frase del suo fondatore, Elliott P. Joslin, mi colpì fortemente : “…se il paziente non impara a ‘to manage’ il suo diabete tempo e denaro spesi per lui sono assolutamente sprecati…”. Risaliva al 1923. Oggi ne sono assolutamente e più che mai convinto promotore ! La sola tecnologia, anche la più avanzata, oggi non basta !

Anche questa tecnologia del ‘film della glicemia’. Certamente è affascinante e straordinaria, certamente aiuta, certamente aiuta di più chi ha dimestichezze con la tecnologia. Certamente non basta ! C’è bisogno spesso di fare i conti con il disagio emotivo di avere il diabete tutti i giorni e spesso sono le paure del lontano futuro a prendere il sopravvento e a paralizzare o frenare i tuoi passi; e in tutto questo contiamo anche noi curanti !!!… A volte è un quotidiano di vita disturbato e sofferto a ostacolarti… A volte è qualcosa di più profondo, di più antico, di nascosto che attanaglia stimoli ed energie. A volte è il disordine che ‘c’hai dentro’. La solitudine spesso completa l’opera. L’abbiamo imparato con il Teatro del Vissuto …

Queste riflessioni vorrei offrire agli amministratori della salute, all’equipe curante, a chi ha diabete, alle associazioni e alle federazioni dei pazienti…

Questa tecnologia oggi è disponible anche in Sardegna…

Il trailer di questo ‘film della glicemia’ sembra interessante e promettente ! Come sarà la sua versione integrale ? come modificherà il diabete e la sua storia ? e la diabetologia… ? Il discriminante sarà il costo di questa tecnologia ? o il suo buon uso ?… o insieme e soprattutto una maggiore attenzione  alle reali esigenze di chi la può usare e la usa ?…

OLIO D’OLIVA (POCO) E LE SUE POTENZIALITÀ NEL DIABETE

 

 

3 Febbraio 2016

 

Un pasto mediterraneo con o senza olio d’oliva?

L’aggiunta di olio extra vergine, due cucchiaini (10 gr) ha determinato valori significativamente più bassi di glicemia (in media 20 milligrammi) e livelli più alti di insulinemia due ore dopo il pasto. Si associava un aumento significativo delle incretine e una riduzione del colesterolo. Anche il confronto con l’olio di semi era vincente.

A proporlo è uno studio dell’Università Sapienza di Roma, pubblicato su “Nutrition & Diabetes”.  I ricercatori hanno valutato gli effetti della somministrazione dell’olio di oliva sia rispetto a un pranzo nel quale non era presente l’extravergine (studio I), sia rispetto all’uso dell’olio di semi (studio II). Prima del pasto (ore 13.00) e 2 ore dopo (ore 15.00) sono stati dosati glicemia, insulinemia e incretine, colesterolemia totale, triglicerididemia e colesterolemia HDL).

L’olio extravergine d’oliva può essere dunque considerato un “farmaco” naturale contro il diabete?

Sarà l’area di provenienza dell’olio (la zona collinare della provincia di Viterbo) o l’olio exrtravergine d’oliva di per sè? Altri studi potranno dircelo. Per ora perchè non dar fiducia a questi risultati? Purchè la quantità d’olio sia rispettata! Poco, soprattutto laddove, nella nostra pancetta, il grasso c’è ed è lui che fa diabete

DIABETE. ISTRUZIONI PER L’USO… DI TANTI ANNI FA…

 

26 Gennaio 2016

 

…quando lo rileggi ti porta indietro a quegli anni e capisci che a volte la polvere del tempo nasconde i tesori e quando piano piano li ripulisci ti rendi conto della loro modernità e bellezza.

Questo libro intitolato “Diabete. Istruzioni per l’Uso. Manuale per il Paziente e per la Famiglia” è stato scritto da Aldo Maldonato e pubblicato nel 1995, ma era già pronto nel 1985 con un altro titolo e in una versione artigianale… poi 10 anni di rifiniture e di aggiustamenti…

E’ stato il punto di riferimento per tanti diabetici e per tanti diabetologi e oggi lo rimane ancora… fuorchè per quelle poche cose che l’evoluzione dei tempi ha reso ora superate dalle innovazioni e dalla tecnologia.

E’ raggiungibile sul web nella versione offerta da Aldo e dall’editore Renato Saggiorato a diabete.it . Scaricalo ! Merita una “visita” e qualche riflessione su come alcune cose di allora sono molto più moderne di qualche realtà di oggi.

METFORMINA…FARMACO PER LA VITA ?!!!?

 

29 Dicembre 2015

 

Con la metformina la vita si allunga fino a 120 anni ???!!!???

Un farmaco di larga e primaria utilizzazione nel trattamento farmacologico del diabete di tipo 2, la metformina, di cui l’italiano e sardo Sergio Muntoni già negli anni ’70 aveva intuito – spesso inascoltato – meccanismo d’azione e potenzialità potrebbe assurgere al ruolo di farmaco ‘allunga vita’. Ricercatori del Buck Institute for Research on Ageing della California, sulla scia anche di studi europei, hanno dimostrato come, negli animali, l’assunzione di metformina rallenti decisamente l’invecchiamento, allungandone le aspettative di salute e quelle di vita anche del 40%. La scommessa su cosa accadrà sull’uomo è ancora aperta.

La Food and Drug Administration americana ha ora dato il consenso alla sperimentazione umana e ha approvato una fase successiva di ricerca su  volontari. La selezione ha raccolto 3000 candidati tra i 70 e gli 80 anni.

Chissà se la metformina – ‘farmaco dell’insulino-resistenza‘ e in quanto tale pilastro nella terapia del diabete – potrà realmente rallentare il processo di invecchiamento e le malattie e le patologie correlate. Avrebbero così prova le segnalazioni che mettono in relazione iperinsulinemia e insulino-resistenza correlata agli acidi grassi, non solo con il diabete e i disordini metabolici relati e le loro conseguenze cardiovascolari, ma anche con molti tumori e con la degenerazione cerebrale (malattie come Alzheimer e Parkinson).

Scriveva Sergio Muntoni in quegli anni lontani sulle biguanidi, classe di farmaci di cui la metformina fa parte : “…farmaci capaci di determinare, aconcentrazioni terapeutiche, inibizione selettiva dell’ossidazione degli acidi grassi… aumentata in condizioni di obesità e di diabete dell’età matura…”.    Almeno due messaggi da quelle parole così lontane e tanto attuali : il primo, attenzione al grasso e ai grassi ! Il secondo, la metformina è farmaco capace di ‘cose’ strabilianti, ma è farmaco  ! Attenzione sempre al suo corretto uso ! E fino a dimostrazioni altre affidiamo il nostro futuro in primis alle strategie non farmacologiche: il mantenimento di un peso ‘giovanile’ e un’attività fisica ‘pre-motorizzazione’.

VIAGGI, VIAGGI !… CHE PASSIONE… E IL DIABETE ?

 

28 Dicembre 2015

 

Si viaggia!

Si viaggia sempre di più ! Si viaggia per passione e anche per lavoro, per necessità, per studio, per eventi di rilievo… anche avendo diabete !

Chi ha diabete, trattato con farmaci, con sola dieta o con insulina, può benissimo entrare in un’agenzia di viaggi e scegliere la meta o il tipo di viaggio di suo gradimento. “Mai lasciarlo a casa, il diabete, portarlo sempre con sè!”

Non paga il biglietto, è vero ! Ha bisogno di cura, e di cure e di attenzioni, questo sì ! In una situazione, come un viaggio, dove spesso ritmi, abitudini, comportamenti variano rispetto agli abituali. E ha bisogno anche di un pò di preparazione.

Ricordare di essere sempre in possesso di :

– certificazione medica attestante il diabete oltre che in italiano e in inglese, possibilmente anche nella lingua del paese che è meta del viaggio;

– documentazione attestante il diritto all’assistenza nel paese ospitante ed eventualmente un’assicurazione sanitaria specie nei paesi extraeuropei;

– una prescrizione medica con insulina, farmaci e loro posologia da esibire in caso di loro perdita o furto;

– una ‘tessera’ con la dichiarazione ‘ho il diabete’ dove siano evidenti i numeri di telefono del proprio medico diabetologo e/o del Servizio diabetologico d i riferimento

Cosa avere sempre con sè : 

– zucchero e una piccola scorta di cibo per eventuali ipoglicemie o per far fronte a ritardi o imprevisti;

– una scorta adeguata di insulina e/o farmaci e presidi per la cura e il monitoraggio del diabete per non dover perdere tempo nella loro ricerca, anche se sono facilmente reperibili in tutto il mondo, in caso di tappe deviate del viaggio;

Precauzioni :

– partire da casa con la quantità di farmaci, insulina e presidi anche doppia rispetto al fabbisogno previsto, ma distribuita in parte nel bagaglio da stiva e parte nel proprio bagaglio a mano;

– evitare di esporre l’insulina a temperature eccessive o a fonti dirette di calore (es. cruscotto dell’auto), sapendo comunque che l’insulina si conserva a temperatura ambiente fino a 4 settimane;

– chi usa il microinfusore deve avere con sè almeno una ‘penna’ di ogni tipo dell’insulina tradizionale utilizzata prima del ‘micro’;

– avere con sè la possibilità di misurare i chetoni nelle urine o nel sangue.

Attenzione :

– alle prove del cibo ‘locale’: scoprire le tradizioni è uno dei piaceri del viaggio. Combinare nuovi stili alimentari con le piacevoli fatiche e le distrazioni del viaggio può essere un impegno aggiunto che spesso è ripagato ampiamente anche da soddisfazioni metaboliche insperate… all’erta comunque !

– alle gastroenteriti : può capitare ! Vomito e diarrea sono reali emergenze; disidratano, fanno perdere elettroliti e aumentare la glicemia. Concordare la strategia di intervento con il proprio diabetologo prima della partenza è atto doveroso e prudente; e può ‘salvare’ una vacanza!

– alle scarpe e alla corretta ‘manutenzione’ dei piedi;

– in conseguenza del volo e della depressurizzazione, agli ‘scherzi’ del microinfusore;

– al fuso orario: oltre le 3 ore è necessario compensare il prolungamento della giornata (viaggi verso ovest: aggiunta di un’iniezione di insulina rapida) o il suo accorciamento (verso est: valutare individualmente con il proprio diabetologo).

E soprattutto:

Viaggia, viaggia, viaggia! Se puoi, se ti piace, se ti stimola. Chi ha diabete può affrontare viaggi impegnativi per  destinazioni anche esotiche e sfidanti. Ma anche più piccoli spostamenti, un fine settimana al mare o in montagna, sono spesso una fonte di esplorazione anche di te stesso, con il tuo diabete!

ADDIO PUNTURA DEL DITO, UNA NUOVA ERA È COMINCIATA PER LA MISURAZIONE DEL GLUCOSIO

 

24 Dicembre 2015

 

L’Emilia Romagna è oggi regione apripista in Italia : la prima regione in cui è prevista la prescrizione e rimborsabilità di Abbott Libre Freestyle, sensore per la misura del glucosio interstiziale.

Il glucosio circola nel sangue e attraversa la parete dei vasi sanguigni trasferendosi nello “spazio interstiziale” che è a diretto contatto con le cellule.

Pertanto la misura del glucosio interstiziale è una misura indiretta del glucosio del sangue con la sola riflessione sul fatto che il ri-equilibrarsi del glucosio interstiziale, a seguito di variazioni repentine della glicemia (per es. quelle che si verificano dopo un pasto), ha bisogno di 5-20 minuti.

Esistono già dal 2006, disponibili in Italia per l’uso quotidiano, sensori tecnologicamente avanzati, che possono restare in situ anche 15 giorni, capaci di misurare il glucosio del liquido interstiziale senza la puntura del dito.

Questi sensori sono oggi in grado di fornire, in modo accurato e in ogni momento della giornata, non solo il valore del glucosio interstiziale (in relazione quindi indiretta con la glicemia) ma anche l’entità della variazione rispetto ai valori precedenti e il report pluriorario, quotidiano e pluriquotidiano del suo andamento.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che mette a dura prova tutti coloro che perseguono l’utopia della stabilità e del “controllo”.

La variabilità, già nota ai cultori dell’autocontrollo della glicemia su sangue capillare e base per l’avvio all’autogestione terapeutica, è così resa palese, testimoniata e soprattutto più direttamente affrontabile.

Si confermano –  e per alcuni si aprono mondi altri e nuovi – e si moltiplicano esperienze e testimonianze affascinanti sulla pratica d’uso e sulle differenze dei sensori abbottdexcom medtronic

L’Emilia Romagna è oggi regione aprista in Italia : la prima regione in cui è prevista la prescrizione e rimborsabilità di Abbott Libre Freestyle.

Le altre si adegueranno ? NON E’ MAI TROPPO TARDI !

IL TEATRO DEL VISSUTO DI JEAN PHILIPPE ASSAL

 

 

8 Dicembre 2015

 

Tiziana e Jean Philippe Assal

Il Teatro del Vissuto nasce in diabetologia, nella “diabetologia educativa“, quella promossa da Jean Philippe Assal negli anni ’70 ed evoluta fino a identificarsi in idea e concetto e nome di Educazione Terapeutica.
In questo contesto chi ha diabete parte dalla necessità del trattamento biomedico, ma a lui si aprono le porte, non usuali nella Medicina improntata sulla Malattia Acuta, della possibilità e dell’opportunità dell’autointervento e di autogestione. Nasce così la necessità di una modifica dell’ ‘approccio al paziente’, che da oggetto di cura diventa protagonista ! Non è tutto facile: bisogna imparare tante cose e anche trovare qualcuno che abbia voglia di insegnartele e che le insegni bene. E che creda che questa è la strada per te ! E può succedere anche che tu sai tutto, sai fare tutto, ma… non fai niente !

Spesso è il disagio emotivo di avere il diabete tutti i giorni e con le paure del lontano futuro a prendere il sopravvento e a paralizzare o frenare i tuoi passi; e a volte questo può essere accentuato dagli atteggiamenti e dal comportamento dell’equipe curante… Spesso è un quotidiano di vita disturbato e sofferto a ostacolarti… A volte è qualcosa di più profondo, di più antico, di nascosto che attanaglia stimoli ed energie. A volte è il disordine che ‘c’hai dentro’. La solitudine spesso completa l’opera.

Dodici anni fa, quando Jean-Philippe coinvolse il regista boliviano Marcos Malavia nel mettere i primi semi del Teatro del Vissuto a fronte delle incredulità e delle non comprensioni dei più, chissà se abbia allora immaginato la grandezza e le magie di questa sua creazione che se voleste conoscerla nel suo stretto razionale è possibile e di cui i partecipanti dicono : il Teatro del Vissuto non si può spiegare… puoi solo viverlo ! Se non lo provi non lo sai e non potrai mai saperlo anche se sei attore, regista, … o comunque uomo di teatro.

Il Teatro del Vissuto è un magico piccolo tempo, 3 giorni, e uno spazio teatrale professionale, dove le persone vengono favorite e assistite nella scoperta di un proprio vissuto spesso conflittuale, tenuto nascosto, incapsulato e ibernato e vengono accompagnate nell’elaborazione creativa e nella sua trasformazione in un’opera d’arte attraverso la sua messa in scena teatrale. Quell’opera d’arte che è dentro ognuno di noi, quasi sempre in forme scomposte e arruffate che hanno bisogno di trovare la creatività per un ordine nuovo. I vari ruoli che la persona coinvolta assume nel percorso di creazione permettono e aiutano l’evoluzione personale verso una visione neo-ordinata prima e distaccata poi di quella esperienza di vita particolarmente sofferta, difficile e significativa. E disturbante se lasciata così, sempre o nei momenti meno impensati, ad occupare magari tempo e spazio e risorse che vorresti dedicare ad altro, perchè no, anche al diabete.
Il Teatro del Vissuto offre una ripartenza prima impensata e impensabile. E’ anche questa una magia del Teatro del Vissuto.

Il Teatro del Vissuto inizia con la creazione di un testo in cui ogni partecipante scrive di un evento importante della sua vita. “La scrittura diventa come uno specchio in cui rivelarsi a se stessi. Nella propria vita interiore ognuno trova ciò che si agita e ciò che dorme, ciò che la memoria ha rimosso. Ritrova frammenti della sua storia. Si mette così subito in moto il lento processo della conoscenza di sé” dice Tiziana Assal, moglie e compagna di vita e di intenti di Jean Philippe.
Il testo poi rivive sul palcoscenico sotto la guida dell’autore e con l’aiuto di un regista professionista, di due attori, di un tecnico delle luci e di un tecnico di musiche e suoni. Il coordinamento da parte dell’equipe medica è fondamentale nel creare i link teatro-arte-medicina. Non c’è pubblico, 6 sono i partecipanti e la condivisione delle loro storie e delle loro messe in scena contribuisce a creare quel clima e quell’ insieme che sono un’altra magia che apre alla possibilità di essere in altro modo medico e in altro modo “paziente”. Su quel palcoscenico le emozioni che spesso erano legate a quelle “cose di vita” si trasformano in energia vitale.

Il Teatro del Vissuto, con le sue complessità e semplicità, si va diffondendo in varie parti del mondo. Jean Philippe da Ginevra, dove il Teatro del Vissuto è nato, lo ha esportato a Parigi, in Lituania, in Madagascar, in Cile, in Bolivia, e in Italia in Sardegna dove a Cagliari nel prossimo dicembre si svolgerà la ventesima edizione dal gennaio 2010. 104 i partecipanti sardi nei cinque anni da allora a oggi (81 persone con diabete, 11 medici diabetologi, 2 medici di medicina generale, 1 infermiera, 3 laici, 6 mamme di bambini con diabete). Uno staff ‘tutto sardo’, accompagnato da Jean Philippe nel lungo percorso dal 2010 ad oggi, ne è l’animatore: Fabio Casti (regista), Rita Atzeri (attrice), Fausto Siddi (attore), Roberto Atzori (tecnico luci), Monica Marcias (anche tecnico musiche e suoni), Luisa Mereu (diabetologa, scrittura narrativa), Maria Pia Turco (diabetologa, assistente al coordinamento e addetta video), Luciano Carboni (diabetologo, coordinamento medico-teatrale).

Grazie Jean Philippe!

Dott. Luciano Carboni


Via Pergolesi, 62 – Cagliari

Gli appuntamenti per una visita possono essere presi:

– per contatto diretto (Tel. 335 8119055)
luciano.carboni.cagliari@gmail.com

www.lucianocarboni.it