La forza della riabilitazione nello sviluppo del bambino

Dott. Giuseppe Santeufemia

Dottoressa Ramona Medda

Dottor Marco Pilia Romero

• Psicomotricisti Funzionali del CFRS

Per info e prenotazioni: 070 521378

La forza della riabilitazione nello sviluppo del bambino

Camminare, parlare, indicare, sorridere.

Lo sviluppo di un bambino si costruisce giorno dopo giorno, attraverso piccoli traguardi che per un genitore sono enormi conquiste. Ma quando qualcosa sembra rallentare o non comparire, è fondamentale saper osservare, chiedere aiuto e rivolgersi a un team di esperti. A guidarci in questo percorso è l’équipe del Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS – Centro Fisioterapico Riabilitativo Sardo – che a Cagliari si occupa di valutazione, diagnosi e riabilitazione in età evolutiva, attraverso la terapia cognitivo-comportamentale.

 

Cosa ci dice che lo sviluppo di un bambino va osservato più da vicino?  

Ogni bambino cresce seguendo tempi e modalità personali. Ma esistono segnali che, se osservati precocemente, possono indicare una deviazione
dallo sviluppo atteso. In questi casi è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati per una valutazione clinica attenta e tempestiva. Al Centro per i distubi del neurosviluppo del CFRS arrivano sia bambini il cui pediatra consiglia degli approfondimenti specialistici, sia bambini segnalati dalle scuole, che bambini senza una diagnosi già definita, ma i cui genitori hanno notato alcuni campanelli dall’allarme nel loro sviluppo: il centro è in grado di effettuare l’intero iter di accertamento, grazie a un’équipe multidisciplinare che comprende anche una neuropsichiatra infantile. Il percorso parte da test standardizzati e osservazioni cliniche, per
poi arrivare – quando necessario – a una diagnosi e all’attivazione di un piano riabilitativo e abilitativo mirato.

Quali sono i segnali che un genitore può osservare già nei primi anni?

Riconoscere precocemente i campanelli d’allarme permette di intervenire prima, quando la plasticità cerebrale è maggiore. Alcuni segnali da non sottovalutare:

• Il bambino non usa il gesto di indicazione per fare richieste e non cerca di condividere l’attenzione per un oggetto di interesse con l’adulto.

• E’ poco presente il contatto visivo, non risponde col sorriso a quello delle figure accudenti e appare poco interessato alle interazioni con gli altri.

• Non si gira quando viene chiamato.

• Non emette le vocalizzazioni attese (come la lallazione), ma suoni atipici, gutturali o ripetitivi.

• Raggiunge tardivamente tappe dello sviluppo, come sedersi, acquisire il controllo sfinterico, salire autonomamente le scale.

• Parla tardi, o non parla affatto, o ha un linguaggio povero e poco funzionale.

 

Quali sono i principali disturbi dello sviluppo e come si distinguono tra loro?

I disturbi del neurosviluppo si manifestano nei primi anni di vita e interessano aree diverse dello sviluppo. Tra i principali:

• Disturbo dello spettro autistico (ASD): può essere riconosciuto già entro i due anni, soprattutto nelle forme più gravi. Si può caratterizzare con comportamenti ristretti e ripetitivi e difficoltà nella comunicazione e nell’iterazione sociale.

• Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): i segnali possono emergere anche nella prima infanzia. Alcuni bambini mostrano una marcata irrequietezza, passano da un gioco all’altro senza fermarsi, faticano a mantenere l’attenzione anche per brevi periodi. Tuttavia, la diagnosi viene solitamente formalizzata in età scolare, quando emergono difficoltà a seguire le lezioni, a gestire i materiali, a portare a termine i compiti.

• Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): alla scuola primaria si manifestano in modo più chiaro: difficoltà nel leggere, nello scrivere, nel fare calcoli, lentezza esecutiva, errori ricorrenti. Tuttavia, anche in età prescolare si possono osservare segnali premonitori, come fatica nella discriminazione dei suoni, scarsa memoria di lavoro, disorganizzazione nel gioco e nella gestione dello spazio. In questi casi, l’intervento precoce non elimina la difficoltà, ma può ridurne l’impatto e aiutare il bambino a costruire strategie efficaci.

• Ritardo globale dello sviluppo: riguarda bambini che mostrano un rallentamento generalizzato in più aree (motoria, linguistica, cognitiva). Può essere una condizione transitoria oppure evolvere in quadri più definiti, come la disabilità intellettiva o lo spettro autistico.

 

I professionisti del centro CFRS per i disturbi del Neurosviluppo

 

Come funziona la riabilitazione al Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS?

Al Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS ogni percorso è costruito su misura. Dopo la fase di valutazione – che coinvolge anche i genitori e, se necessario, le figure educative – viene redatto un programma riabilitativo e abilitativo personalizzato, basato sull’approccio cognitivo-comportamentale. Le attività possono includere:

• Potenziamento del linguaggio e dell’intenzionalità comunicativa

• Sviluppo delle abilità sociali e relazionali

• Gioco simbolico e di turno, attività di condivisione

• Lavoro sull’autoregolazione emotiva e comportamentale

• Giochi di memoria e attenzione

• Potenziamento degli apprendimenti scolastici

A queste attività si aggiunge la psicomotricità funzionale, curata da psicomotricisti funzionali esperti, e – in base
al bisogno – interventi di logopedia. Ogni percorso riabilitativo è progettato con cura, adattandosi all’età, al profilo evolutivo e agli interessi del bambino.

Perché è importante coinvolgere anche genitori ed educatori?

Un elemento centrale dell’approccio del Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS è il coinvolgimento dell’ambiente che circonda il bambino.
Perché ciò che si impara in terapia deve essere trasferito nella quotidianità. Per questo motivo, il centro organizza:

• Incontri di formazione per genitori (parent training), per fornire strategie educative semplici ma efficaci

• Collaborazioni con insegnanti e operatori scolastici (teacher training), per creare una rete educativa coerente. Il bambino quindi non solo deve apprendere, ma deve anche trovare al di fuori del centro riabilitativo un ambiente che gli dia la possibilità di generalizzare e applicare quanto appreso attraverso la terapia. Perché lo sviluppo non si costruisce solo in seduta, ma in ogni piccolo gesto quotidiano.

 

I professionisti del centro CFRS per i disturbi del Neurosviluppo

È necessario avere una diagnosi per iniziare un percorso riabilitativo?

Il Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS segue anche bambini che, pur non rientrando in un quadro clinico specifico, presentano difficoltà nello sviluppo per motivi ambientali, familiari o sociali. In questi casi, le stesse tecniche riabilitative impiegate nei disturbi del neurosviluppo si dimostrano efficaci per potenziare le abilità carenti e favorire un recupero funzionale.

Chi lavora al Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS e come si costruisce il percorso insieme?

Il Centro per i disturbi del neurosviluppo è composto da una squadra di professionisti con formazioni differenti ma uno sguardo condiviso. Psicologi, psicoterapeuti, logopedisti, psicomotricisti funzionali, neuropsichiatra infantile lavorano insieme per garantire continuità, personalizzazione e coerenza negli interventi.
L’obiettivo non è solo trattare un disturbo, ma sostenere lo sviluppo del bambino nella sua interezza, valorizzando le risorse del bambino e affrontando con competenza e delicatezza ogni fragilità. Perché ogni bambino merita di essere ascoltato nei suoi tempi, sostenuto nei suoi bisogni e accompagnato nel suo modo unico di crescere. È questo, ogni giorno, il lavoro prezioso dei professionisti del Centro per i disturbi del neurosviluppo del CFRS di Cagliari.

 

La psicomotricità funzionale

Camminare, parlare, indicare, sorridere.

La Psicomotricità Funzionale® è un pratica educativa e terapeutica che si propone di favorire lo sviluppo armonioso della persona attraverso il movimento e l’espressione corporea. Si tratta di un approccio relazionale e olistico che considera la persona nella sua unicità e globalità, intesa come sintesi di corpo e mente. Corpo e mente sono strettamente interconnessi pertanto, attraverso il movimento, è possibile influenzare positivamente le funzioni cognitive, emotive e relazionali. L’intervento psicomotorio funzionale è progettato a partire dall’interesse e dalla motivazione della persona, intesi come presupposti imprescindibili
per un’azione intenzionale. Lo Psicomotricista Funzionale®, dopo un’attenta osservazione, redige l’Analisi Psicomotoria Funzionale in cui si individuano stati di necessità e punti di forza della specifica persona, a partire dai quali si progetta l’intervento.

 

La Psicomotricità Funzionale® favorisce e sostiene: lo sviluppo motorio (coordinazione, equilibrio, consapevolezza corporea, essenziali per una corretta integrazione delle esperienze motorie nella vita quotidiana); l’integrazione sensoriale;
lo sviluppo emotivo, aiutando l’individuo a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni e a riconoscere le emozioni altrui, facilitando la gestione dei sentimenti e delle relazioni interpersonali; lo sviluppo cognitivo, agendo specificamente sull’attenzione, la memoria e le funzioni esecutive; l’integrazione sociale, anche grazie alla possibilità di organizzare attività di gruppo. Gli interventi psicomotori possono anche favorire il rilassamento e il benessere psicofisico, contribuendo a una migliore qualità della vita.
Secondo le parole del suo fondatore Jean Le Boulch: “La Psicomotricità Funzionale® si applica sia a coloro che hanno uno sviluppo tipico o che presentano disarmonie o disabilità,e a soggetti di ogni età”. La Psicomotricità Funzionale® si applica con successo ai bambini, in particolare, a quelli con difficoltà motorie, ritardi nello sviluppo, disturbi dell’apprendimento o problematiche relazionali ed emotive; agli adolescenti che affrontano sfide legate all’identità, all’autostima, situazioni di ansia o stress; agli adulti, in particolare a coloro che hanno subito traumi fisici o emotivi, o a chi ha difficoltà nella gestione dello stress e dell’ansia; agli anziani, nei quali può contribuire a mantenere la mobilità e la coordinazione, oltre a stimolare la socializzazione e il benessere psicologico; alle persone con disabilità;
la Psicomotricità Funzionale® è spesso utilizzata in contesti riabilitativi per persone con disabilità fisiche o cognitive, per favorire l’autonomia e migliorare la qualità della vita. In particolare si rivela di grande utilità per le persone autistiche, intervenendo sulla loro regolazione e modulazione, favorendo lo sviluppo delle competenze motorie, la comunicazione e l’interazione sociale, la percezione del corpo, l’integrazione sensoriale. Significativi sono anche gli interventi su persone che hanno subito danni neurologici a seguito, per esempio, di ictus, favorendo un aggiustamento motorio, cognitivo ed emotivo rispetto alla nuova situazione.
La Psicomotricità Funzionale® si propone di favorire, sostenere e sviluppare una sinergia tra corpo e mente, promuovendo il benessere globale dell’individuo.

 

Dottoressa Ramona Medda – Dottor Marco Pilia Romero • Psicomotricisti Funzionali del CFRS 

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